A seguito delle polemiche intorno al servizio di indicizzazione e digitalizzazione testi, Google chiarisce la sua posizione con un post nel suo blog italiano in cui vengono delineati principi e confini dell'iniziativa.
Da un lato il programma Partner Google Libri: gli editori forniscono direttamente i testi da digitalizzare, gli utenti, a seconda degli accordi stipulati dagli editori, hanno accesso a parti più o meno rilevanti dei libri.
Dall'altra il Progetto Biblioteche che prevede la digitalizzazione di opere non coperte da copyright e l'indicizzazione di quelle coperte da diritti (di cui vengono fornite informazioni base ma non estratti).
Il succo del comunicato è abbastanza intuibile: parare ogni colpo di fronte alle accuse e illustrare le infinite possibilità del progetto, non solo dal punto di vista dell'utente ma ben di più da quello dell'editore:
"Ai tempi, i magnati del cinema hanno inizialmente avuto paura che il videoregistratore avrebbe distrutto il loro business. Gli studios fecero addirittura causa ai produttori di videoregistratori accusandoli di violare il copyright, portando il caso fino alla Corte Suprema americana. Persero la causa. Il videoregistratore – e poi il DVD – sono diventati il canale di distribuzione piu’ profittevole nella storia dell’industria cinematografica."
Nel complesso un intento comprensibile, lo sforzo per rendere accessibili le opere, al di là delle ricadute commerciali, resta ammirevole.
Inquietante l'ultimo colpo di coda (di paglia):
"Ben lontana dalla dominazione culturale, Google sta aiutando culture diverse a crescere, rendendo il maggior numero possibile di informazioni locali piu’ facili da trovare per i cittadini dell’Europa: ci auguriamo che questo possa continuare a lungo."
29 maggio, 2006 at 12:47 am
caro xy,
come mai fai trackback ha chi “ha coda di paglia”?
cosa intendi, soprattutto, per “coda di paglia”?
a te, piacciono davvero, i libri?
29 maggio, 2006 at 9:48 am
Mi piace condividere dubbi più che proclamare certezze
Nello specifico trovo che un servizio come quello offerto da google sia interessante e vada divulgato. Allo stesso tempo mi lascia perplessa che per promuoverlo Google senta il bisogno di discolparsi dall’accusa di egemonia culturale. Strana strategia di marketing no?
Infine, sì, mi piacciono e tanto. Così tanto che li leggo:-)
Silvia